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Dopo uno stop un po’ prolungato torniamo con un simpatico classico degli anime degli anni ’80: Carletto il principe dei mostri, che è stato per parecchi futuri appassionati di horror una specie di trampolino di lancio. Non fraintendetemi non aveva nulla di pauroso, era un cartone per ragazzi preadolescenti, però era semplice, carino e diverso dai soliti supereroi. Carletto era il principe del Paese dei Mostri (città del pianeta Mostrilandia, dove vivono tutti i mostri generati dalla fantasia), dall’aspetto sembra un bambino, ma in realtà si capisce subito che ha molti più anni di quel che dimostra; ha la capcità di cambiare aspetto e di allungare braccia e gambe. Il cartone inizia con la sua decisione di andare a vivere sulla Terra assieme ai suoi amici: Lupo, il cuoco di casa. Di giorno umano e nelle notti di luna piena invece lupo mannaro. Di lui ricordiamo sicuramente lo spiccato accento tedesco che i doppiatori nostrani hanno voluto dargli. Frank, il simpatico omone parodia del terrificante Frankenstein. Fa le veci del maggiordomo di casa e si esprime solamente con il suo simpatico “Me-he-he” che forse da piccoli avremmo voluto adottare anche noi come meta-lingua per parlare con i nostri genitori (io lo facevo ^_^). Dracula o Conte, è il più dotto della famiglia. Dal spiccato accento francese, ha la capacità di parlare con i pipistrelli e beve succo di pomodoro (anche se ogni tanto sente la nostalgia di un po’ di sangue umano). Essendo il più erudito, è spesso anche il personaggio che per primo capisce la vera identità dei mostri cattivi contro cui si dovranno “lottare” per difendere i loro amici umani. Arrivato sul nostro pianeta conosce Hiroshi, un bambino orfano che vive con la sorella Sis. I due presto diventeranno amici per la pelle. Durante le varie puntate facciamo la conoscenza di diversi mostri più o meno cattivi che cercano di impossessarsi del mondo o anche solamente di dar fastidio ai terrestri. Più o meno cattivi perché i diversi antagonisti si svelano più buoni di quel che sembrano o addirittura stringono amicizia con Carletto. Non c’è molto altro da dire, se non fare un piccolo appunto al riguardo. “Il principe dei mostri” è sicuramente un cartone per bambini, ma ha un messaggio di fondo che mi ha sempre colpita: in ogni episodio c’è un mostro e una situazione diversa da affrontare e Carletto si dimostra essere l’anello di congiunzione tra i due mondi: se da una parte Carletto cerca di far capire ai mostri che fare del male porta su una cattiva strada, dall’altra cerca di spiegare agli umani che non si deve giudicare dalle apparenze né di aver paura di chi è diverso da noi. Certo è un “mondo” ideale quello in cui viveva Carletto, ma è bello pensare che i bambini potessero crescere con un messaggio così bello.

Vi lascio con le due sigle proposte, una più bella dell’altra a mio avviso.