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Rebloggo questo articolo di Lucia, perché credo che il personaggio di Faith su Buffy è uno dei più belli di tutta la serie. Profondo, complicato e mai scontato.  In più oltre ad omaggiare la bellezza della sig.ra Dushku, rendo omaggio al blog della mia mentore, che non è cosa da poco, direi.

ilgiornodeglizombi

Una che è stata svezzata alla corte di James Cameron non poteva che meritarsi un posto d’onore in questa galleria. Eliza Dushku è una di quelle attrici così squisitamente di genere, che persino l’ appellativo di Scream Queen le va stretto. La fanciulla nasce nel 1980 e comincia a recitare giovanissima. Per me, che non seguivo Buffy, il colpo di fulmine avviene in un’ afosa giornata estiva del 2003, quando in un cinema deserto proiettarono Wrong Turn e la Dushku mi apparve pucciata nel sangue in tutto il suo splendore. Ah, con lei, nel cast, c’era anche un’ altra signorina di cui un giorno parleremo. Credo che la Dushku, come molte attrici presenti in questa rubrica, sia sottovalutata, e poco sfruttata. Forse è stato lo sfortunato Dollhouse a causarle qualche difficoltà in una carriera che sembrava lanciatissima. Ma confidiamo in lei e speriamo di rivederla al più presto imbracciare un’…

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Girando per un bel po’ di blog, ho notato una bella lista di “film-aspettativa” per il 2012. Come sempre sulla carta e sui trailer sembrano tutti una figata pazzesca. Nei prossimi due mesi so che mi attenderà una full immertion per vedere tutti quelli candidati agli oscar che spesso danno molte garanzie e raramente si sono rivelati come delle bufale pazzesche. Certo magari un pochino sotto le aspettative sì, ma mai totalmente orrendi. In questa prospettiva volevo analizzare un po’ i telefilm da me attesi nel 2012, o meglio le nuove stagioni.

5. Fringe, la cui quarta stagione è ricominciata ad ottobre, ma tra “festa del ringraziamento” e natale si sono presi due mesi di stop tra la settima e l’ottava puntata. Ringraziamo J.J. Habrams per questo mega effetto suspance, ma un avvertimento: se ci tiri fuori una cagata colossale, ci sta che ti veniamo a cercare per tutto il globo terrestre con cattive intenzioni.

4. The Big Bang theory, anche loro per proseguire la quinta stagione si sono presi una bella pausa, ma la differenza con Fringe è sostanziale: primo, in quanto sit com non ha un filone narrativo da seguire con impazienza; secondo non è girato da Habrams quindi non abbiamo paura che la prossima puntata tireranno fuori qualche escamotage narrativo per farci impippare il cervello per mesi; terzo si sono degnati di mandare in onda una puntata prima della pausa natalizia. Quindi attendiamo anche qui i primi mesi del nuovo anno per sapere come si evolveranno i vari rapporti tra i nostri protagonisti, in particolare quello tra Sheldon e Amy.

3. Game of Throne, in realtà questo più che un’aspettativa in generale è un impegno  che ho preso con me stessa. Le mie mentori in fatto di telefilm e libri è da diverso tempo che scambiano sottobanco i libri da cui deriva la serie televisiva, molto molto tempo prima che iniziassero a stendere la sceneggiatura. Un po’ per il poco tempo, un po’ perché sono diventata veramente lenta a leggere, non ho mai iniziato, però la serie TV mi attira (sarà merito di Sean Bean, al secolo Sergio Fagioli alias Boromir?) così come anche i libri in realtà. Magari se iniziassi con le prime puntate, poi mi appassiono ed ecco lì che diventa il mio prossimo tormentone.

2. American horror story, lo so lo so è appena terminata la prima stagione ma il 2012 è fatto di 12 mesi e se non finisce il mondo prima del 21 dicembre (non sia mai che abbiano fatto male i calcoli i Maya) dovrebbe andare in onda la prossima stagione che mi incuriosisce non poco. Sarà interessante vedere come si evolveranno i vari intrecci, se la “vecchia” famiglia diventerà un contorno alla “nuova” o se invece resterà protagonista assoluta con un bel contorno di altri personaggi. Speriamo di scoprirlo presto.

1. True blood, al primo posto non poteva mancare la storia di vampiri più originale degli ultimi anni. Ci hanno lasciato all’ultima scena in un mare di lacrime amare, ora vogliamo proprio sapere che cosa ne sarà dei nostri amati personaggi e di tutta la mitologia a seguire. Al momento non si sa ancora nulla per certo su quando ricomincerà, ma sono solo rumors non confermati. Personalmente credo che prima dell’estate non se ne farà nulla, ma attendiamo fiduciosi.

Per questo 2012 vorrei mettermi d’impegno e provare a vedere Misfits che mi è stato più volte consigliato da Pippy (sì la stessa di GoT e amica anche della mia mentore Lucia). Per omaggiare le sopracitate amichette, dovrei degnarle della visione, almeno della prima puntata, di Supernatural, se non altro per il fatto di aver partecipato al Gishwhes (la caccia al tesoro più grande del mondo organizzata da uno dei protagonisti del telefilm, Misha Collins).
In ultimo, ma non per questo meno importante, c’è Dexter che è finito a dicembre del 2011, ma io ancora devo spararmi la sesta stagione, cosa che accadrà molto presto. Non l’ho messa in top5 per il semplice fatto che non sono sicurissima che la settima arrivi per quest’anno (anche se spero di sì).

Chi ho dimenticato? Avete da suggerire qualche altro titolo per questo nuovo anno???

Oggi sono in vena di top 5 e visto che negli ultimi anni mi è capitato di vedere telefilm con delle bellissime scene “a sorpresa”, eccomi qui stamattina a stilarne una bella classifica. Avviso linkerò e parlerò delle scene che conterranno ovviamente spoiler, quindi se non avete visto o se lo state seguendo evitate di proseguire. Il titolo è segnalato in neretto quindi non potete sbagliarvi

Iniziamo con il primo sorpresone fuori concorso. Lo metto a posteriori visto che ci avevo pensato e visto che la mia mentore Lucia lo ha citato. Fuori classifica perchè mi ha fatto veramente cagare, e sto parlando di Lost e diciamo che poi riguarda tutta l’ultima puntata. Non c’è una scena in particolare, ma andando avanti con l’ultimo episodio non capiamo se ci viene da piangere, per aver realizzato o semplicemente per aver preso piena coscienza, del fatto che abbiamo buttato sei anni della nostra vita a seguire un telefilm che prometteva essere il supermegatelefilm del decennio e che si è rivelato essere una cagata fumante. I personaggi sono in realtà tutti morti e quello che abbiamo visto per sei stagione è un pesante intreccio di sliding doors….GRAZIE!!!

5. L’ultimo di questa top 5 va dedicato sicuramente ad American horror story in cui scopriamo che Violet non è stata in realtà salvata da Tate, ma è riuscita a suicidarsi. Assieme a questa scena accosterei il momento in cui scopriamo che tutta la gente che si aggira per la casa è in realtà morta. Niente di schoccante, ma nel suo contesto un bel “effetto sorpresa”

 

4. Al quarto posto metto L word, la scena che ricongiunge Bette e Tina. Quel bacio che tanto poco ci aspettavamo (e tanto “molto” speravamo) arriva in un momento che un po’ lo preparava. Bette sta con Jodie, ma non è proprio sicura di quello che prova per lei nè se sia la persona giusta con la quale stare; mentre Tina si sta rendendo conto che in ogni persona con cui sta cerca Bette, il che significa che ne è ancora perdutamente innamorata. Vi assicuro che per chi seguiva con passione e senza spirito critico (quello sarebbe venuto tempo dopo la sua conclusione) questo telefilm, ha accolto questa “sorpresa” con applausi, sorrisi, urla di giubilo e cori da stadio che farebbero impallidire qualsiasi ultrà.

 

3. Questa terza posizione lo so già da me è super di parte e la affido a Buffy. Il portale dell’inferno si sta per riaprire per l’ennesima volta, a questo giro però per chiuderlo è richiesto il sacrificio di Dawn che è sì la sorella di Buffy, ma creata come tale, poichè in realtà lei è “la chiave”. La logica vorrebbe che i personaggi accettassero questo sommo sacrificio per il bene del mondo, ma quando ci sono di mezzo i sentimenti non si ragiona per logica ed è così che la cacciatrice (che il buon senso, visto che abiti sopra la ‘Bocca dell’Inferno’, vorrebbe vedere viva il più a lungo possibile) si sacrifica e chiude il portale demoniaco. Aggiungo che se Whedon avesse fatto terminare qui Buffy non avrebbe fatto un soldo di danno, visto gli standard piuttosto bassi raggiunti con la sesta e settima stagione. Quindi in realtà l’effetto sorpresa è più basato sull’idea di noi spettatori che, vista Buffy tuffarsi meglio di certi atleti alle Olimpiadi, ci siamo chiesti “e mo dalla prossima stagione che se raccontamo?”

 

 2. Siamo arrivati nella zona “calda” della Top5, ovvero alla scena di chiusura dell’ultima puntata della quarta serie di True blood: la morte di Tara. Sì lo so che eravamo arrivati a un punto della storia in cui uno dei personaggi principali doveva morire, ma un colpo di fucile in faccia sulla mia “piccola Tara” è stato un colpo al cuore che mi ha fatto letteralmente saltare sulla sedia. Ho fissato lo schermo per altri 10 minuti dopo la seguente scena, in uno stato quasi catatonico.

 

1. E siamo arrivata alla miglior scena con “effetto sorpresa” della storia della televisione, questo non solo a detta mia, ma di molti altri: ultima puntata della quarta stagione di Dexter. Siamo alla fine di quella che a mio avviso è la serie più bella e complessa del telefilm: il rapporto sottile e misterioso tra i due serial killer, l’altro assassino che è come Dexter, ma in realtà non è veramente come lui perchè commette l’errore più grande che infrange il “Codice”: uccide innocenti. Il finale, tragico, arriva quando tutto ormai sembra risolto e volgersi per il meglio. Vivamente sconsigliato se non l’avete mai vista proprio per non perdere l’effetto sorpresa più bello trasmesso da un telefilm.

 

L’ho appena finito di vedere. Pensare di scrivere una recensione adesso sarebbe impossibile. So solo che la scena finale mi ha “devastata” dentro, in senso “buono”. PEr quanto possa avere un lato buono la parola devastata. Ma Lucia non esagerava dicendo che forse è uno dei più bei telefilm realizzati. Esteticamente perfetto. Una storia che inizia con la prima puntata della prima serie e finisce nell’ultima puntata dell’ultima serie, con armonia, con pazienza, con i suoi ritmi. Senza forzature. Senza sbafi. Domani forse dirò qualcosa di più. Al momento riesco a postare solo il video della scena finale. La canzone è struggente e perfetta. Non vedetelo se non volete spoiler.

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2011 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

A San Francisco cable car holds 60 people. This blog was viewed about 1.000 times in 2011. If it were a cable car, it would take about 17 trips to carry that many people.

Click here to see the complete report.

Ultimamente sento un po’ mancanza di ispirazione per scrivere su questo blog. Aiutatemi voi, che suggerimenti avete? Stavo pensando di scrivere due, brutte, parole sulla saga di Twilight (originale eh!!) oppure due, belle, parole sulla saga di Nightmare. Non sono veri e propri telefilm ma era per spaziare un pochino anche in altro….ma devo decidere seriamente…I pensieri in realtà erano su queste tre scelte:

  • Ally McBeal
  • A-Team
  • True blood

Votate gente votate!

Quando si tratta di Paola Cortellesi riesco a essere meno oggettiva del solito. Ma quando per caso mi imbatto in queste imitazioni c’è poco da essere soggettivi/oggettivi: è brava! Premesso che seguivo moltissimo “Lady Oscar” e quasi per niente “Lo specchio magico”, non si può non soffocare dalle risate ascoltando l’imitazione del modo di cantare di Clara Serina. Alla fine le versioni originali.



 

Dopo tanto citarlo, tra qualche giorno Dawson’s creek sarà online!

Poco tempo fa ho deciso di avventurarmi nell’universo Tumblr. Me ne parlavano parecchie amiche come luogo di ritrovo nerd e non solo. In effetti si trova un po’ di tutto, foto e gif in particolare, ma non è un luogo solo per fanatici. Trovano spazio anche artisti principianti, foto, citazioni, video e quant’altro. La cosa più bella è la discrezione con cui agisce: su Tumblr non si può commentare. Le sole azioni consentite sono “aggiungi a preferiti”, “reblogga” e “segui”. C’è anche la possibilità di poter fare delle domande private ai proprietari dei blog che poi uno può decidere di rendere pubblico o tenere privato. Cosa centra tutta questa pippa su una nota piattaforma con i telefilm? Molto in realtà. Perché uno degli strumenti per trovare post che potrebbero interessarci è la navigazione tramite “tag”, spesso fonte veramente di belle sorprese. Così, da inguaribile romantica quale sono, mi sono messa ad inserire un po’ di titoli di vecchi telefilm o di altri più recenti ma terminati ormai da diversi anni e, con mio stupore, ho notato come le persone si affezionano tanto alle serie televisive e continuano ad amarle anche dopo che sono finite. Citano i dialoghi, dedicano loro GIF, continuano a seguire l’attore che interpretava il loro personaggio preferito, sognano un sequiel, ricordano le serate passate attaccati al televisore per sapere come andava a finire la storia.

Questa estate avevo deciso di mettermi a paro con le stagioni di Dexter (mi ero arenata alla terza puntata della seconda stagione) e così, aiutata anche dal caldo soffocante dello scorso luglio mi sono “chiusa” per diversi pomeriggi in casa, ventilatore addosso e sdraia. Nel frattempo una mia amica in chat mi chiedeva cosa trovassi di così appassionante nelle serie televisive. Apriti cielo! Ho passato circa 10 minuti a scrivere un monologo sui diversi motivi e ora, volenti o nolenti, tocca anche a voi.

Anzitutto essendo una serie si ha molto più tempo per sviluppare una storia, personaggi, situazioni e ambientazioni, di conseguenza si da’ molto più tempo ai telespettatori per capire, per affezionarsi e immedesimarsi. Senza nulla voler togliere all’empatia che riesce a stabilire un film, ma ciò accade in un tempo davvero molto limitato (possiamo arrivare al max a 4 ore nei casi di Via col vento, ma mediamente i film durano circa 100 minuti), soprattutto se paragonato agli anni che può arrivare a durare un telefilm (pensate a X-Files o Friends andati in onda per 10 anni). Come si fa a non legarli a quel periodo della propria vita? Come fanno i personaggi di cui avete seguito le avventure, gli sviluppi, avete condiviso gioie e dolori a non rimanervi dentro? Sembra stupido detto così, ma anche i prodotti per la televisione, se ben confezionati, sono una forma d’arte e l’arte è questo che fa: crea empatia tra chi guarda e il “guardato”. Ecco perché dopo tanto tempo che queste storie finiscono, se le incrociamo durante lo zapping sorridiamo e ci fermiamo a guardarle: perché rievocano in noi cose belle. Se penso a Dawson’s creek, ad esempio, so che non è sicuramente un telefilm di quelli ben girati, ben recitati e tutti i “ben” che possono seguire, ma è legato per sempre alla mia adolescenza, a quando la sera restavo a cena a casa della mia migliore amica per vederlo insieme (e si “er sor Dawson” conquistò addirittura la prima serata), oppure le telefonate per scambiarsi le opinioni e gli intervalli a scuola riempiti di Peacy, Jan e Joy. Parlavano di noi, in un modo che ci faceva sognare l’amore romantico e ci diceva (spesso anche illudendoci) che in qualche modo le cose si aggiustano sempre. Dawson’s creek in qualche modo ci faceva sognare e battere il cuore, ecco perché lo guardavamo.

Chiunque abbia seguito con costanza un telefilm e lo abbia amato, ha capito perfettamente di cosa sto parlando. Ecco perché se su Tumblr scrivete “Buffy” o “L word” o “X-files” escono centinaia di risultati di post di pochi giorni fa, come se il tempo non fosse mai passato per quel piccolo spicchio di vita vissuta davanti uno schermo a vedere storie diverse. È questa per me la magia delle serie televisive, anche se ora c’è Internet ed è una grande cosa per me che dimentico in continuazione i giorni e gli orari in cui vanno in onda gli episodi, non c’è pubblicità e ho la possibilità e modalità di vederlo dove e come mi pare; ma il rito settimanale si è un po’ perso proprio per questo motivo: attendiamo che le serie finiscano e ce le spariamo tutte di seguito. Mi rendo conto ora, grazie a Fringe, Dexter e BBT che attendere il giorno della messa in onda per sapere “come andrà a finire” ha quel pizzico di magia in più.

In attesa di decidere la prossima serie televisiva, ho pensato di spendere due parole per questo attore che ha dimostrato di avere ottime capacità. La mia conoscenza di mister Hall è avvenuta al contrario: avendo iniziato a vedere prima Dexter e poi Six feet under (che è il telefilm di questo periodo). Ha fatto anche qualche film, di cui il più famoso pervenuto in Italia probabilmente è Paycheck e anche qualche altra serie Tv, ma sono in quelle sopracitate che è protagonista indiscusso. Vediamo un po’: in ordine cronologico lo troviamo impresario funebre di Los Angeles, gay, isterico e insicuro; dal 2006 invece è un ematologo della scientifica di Miami di giorno e serial killer freddo e spietato di notte.

Qui più in versione Six feet under

Due ruoli antitetici come l’est e l’ovest dove si svolgono i due telefilm, che però l’attore non pare abbia problemi a rappresentare. Di sicuro è in Dexter che dimostrerà tutta la sua bravura riuscendo perfettamente a dare quelle sfumature e quella profondità al personaggio che sono sicuramente tra gli elementi che più hanno contribuito al successo della serie.Non è il solito ruolo in cui basta fare il cattivo assetato di sangue: Dexter è un poliziotto, un serial killer, il fratello di un poliziotta, il figlio di una tossica, il figlio adottivo di un poliziotto in gamba, un padre e un marito, un giustiziere e Hall riesce perfettamente a rendere ogni cosa conferendo delle caratteristiche che rendono la visione ma, soprattutto, la comprensione della storia e del personaggio di Dexter molto più fluidi e immediati.

Bello, cattivo, sporco e sudato

Durante Six feet under il suo personaggio ha evoluzioni e un cambiamenti (come avviene per tutti i protagonisti che militano nella serie): se nella prima stagione è un figlio che deve gestire l’impresa funebre di famiglia, frustrato di non riuscire a vivere a pieno la sua omosessualità, insicuro, impaurito e pieno di rancore verso il fratello che appena ha potuto se n’è andato pur di non fare il becchino. Puntata dopo puntata e stagione dopo stagione David Fisher riuscirà a prendere sempre più coscienza di sè stesso, lo vediamo molto meno impegnato con il lavoro e prendersi un po’ di quella libertà che gli era stata preclusa essendosi sacrificato per il bene della famglia a discapito della propria vita privata. Mentre l’evoluzione e i cambiamenti di Dexter sono molto privati, personali, più da considerarsi come un viaggio introspettivo; tutto ciò che accade a David dipende molto anche da chi lo circonda ed è normale: il serial killer è solo, tutta la vita che si costruisce è una copertura del suo vero io, l’impresario funebre invece ha un’impresa di famiglia e in essa fatica a trovare una sua identità.

Personalmente da me molti applausi per lui e per la professionalità con cui ha continuato a lavorare nonostante il linfoma.