«Finalmente le donne parlano di sesso come gli uomini»

"Siamo alle solite: un armadio pieno di vestiti e nulla da mettere"

Quando si parla di telefilm che hanno cambiato il volto della televisione, è impossibile non menzionare Sex and the city. Forse qualcuno storcerà un po’ il naso (cazzi sua!), ma per quanto alcuni vogliano ostinatamente relegare questa serie in una nicchia, è un fatto oggettivo che sia stata la fondatrice di un nuovo genere e di un nuovo modo di pensare alle serie televisive.

«Il sesso è il barometro di quello che succede in un rapporto.» (Samantha)

Sex and the city è la storia di quattro amiche, una delle quali è anche la voce narrante. Siamo a New york e le protagoniste sono delle giovani donne sui 35 anni. Le vicende narrano dei sogni, delle scappatelle, di famiglie, di lavoro, di uomini e universi che si incontrano, ma soprattutto parla di sesso e dell’amore e lo fa in maniera nuova: non è volgare, nè messo a casaccio. La serie gioca sul delicato equilibrio del mostrarsi senza mostrare troppo di sè. Provoca e narra, racconta e incuriosisce. Sebbene nelle prime stagioni non passa puntata senza che ci sia una scena di sesso in mezzo, esso non è buttato lì a casaccio per alzare gli ascolti, ma ha una sua ben studiata ubicazione e dimensione, che aiuta lo spettatore a capire in che mondo stiamo entrando. Qui non siamo a Beverly Hills 90210 (sebbene il creatore sia lo stesso), i ragazzi non sono tutti buoni e non ci sono i bravi da una parte e i cattivi dall’altra. Non ci sono situazioni stereotipate e surreali (bhè forse ogni tanto qualcuna ce n’è ^_^), ma la Manhattan raccontata da Star ci mostra donne che soffrono e lavorano, che si divertono e usano gli uomini anche solo per divertimento; donne che vengono usate e disilluse, madri-amanti di bamboccioni senza spina dorsale, fedeli compagne di uomini sicuri di sè. Il tutto condito da una buona dose di ironia e comicità che smorzano i ritmi per rendere il tutto meno pesante e più godibile. Questo aspetto ha mosso spesso le critiche negative bollando le quattro protagoniste come superficiali, egoiste e “facili”. Quello che questi signori non hanno compreso è che Sex and the city non è un telefilm politicamente corretto, nè adatto ai puritani propensi alla critica facile; no Sex and the city è un telefilm che vuole provocare e dare un volto nuovo alle donne in carriera, solitamente descritte come tutte tailleur, famiglia, figli e chiesa oppure solo e soltanto cuori di ghiaccio e lavoro.

Carrie, Miranda, Samantha e Charlotte sono quattro donne emancipate, sicure nella loro insicurezza e fragilità, vogliono divertirsi e sognano il principe azzurro, amano andare alle feste, fare shopping, essere glamour e alla moda, rimorchiano e vanno a letto con il primo conosciuto, ma amano anche e soffrono. Sanno essere spietate e dolci, ciniche e disilluse, svampite e saggie. Non c’è un “aut aut”, ma le loro storie sono colorate con tutte le sfumature che l’universo femminile può offirere. A mio avviso è il modo più reale possibile di raccontare il mondo e l’universo delle donne, di questo ultimo decennio, attraverso un prodotto televisivo.

«Il romanticismo non esiste senza del buon sesso!» (Miranda)

Ma nel titolo non c’è solo il “sesso”, c’è anche La City, New York. Questa città non è solo una location dove ambientare storie, ma è stata spesso definita la quinta protagonista della serie. Oltre le innumerevoli panoramiche che le vengono dedicate, i primi piani sui locali più “in” frequentati dalle ragazze, le immense strade piene di gente frenetica che va a lavoro o esce il sabato sera, le avenue stracolme di taxi che lavorano a pieno ritmo a qualsiasi ora del giorno e della notte, la Città ha un vero e proprio rapporto con i personaggi, una sua vita, una sua anima che interagisce con essi. In particolare Carrie parla spesso di quanto ami New York e di quanto per lei sia magico poterci vivere. Nel corso della quinta stagione arriva a definirsi “fidanzata” con essa e dopo una festa arriva a un ragazzo con cui usciva proprio perchè si era permesso di parlare male della Grande Mela.

Ultimo argomento, ma non per questo meno importante, in Sex and the city si parla di Amicizia.Perchè se c’è una cosa che puntata dopo puntata e stagione dopo stagione (e anche film dopo film) non cambia e non passa, ma anzi si rafforza è l’amicizia tra Carrie, Samantha, Charlotte e Miranda. All’inizio della quarta stagione Charlotte le definisce “anime gemelle” l’una dell’altra. Questa è la frase che più di tutte racchiude l’essenza di quella “sorellanza” che ogni donna, almeno una volta nella vita, prova e vive.

«Non conta chi ti ha spezzato il cuore o quanto ci vuole per guarire, non ce la farai mai senza le tue amiche.»(Carrie)

Ecco i motivi fondamentali perchè in cinque anni, Sex and the city è riuscito a riunire davanti al televisionre le più variegate tipologie di pubblico, non solo femminile ma anche maschile. E’ stata la base su cui poi sono venute moltre altre serie e film (Il Diario di Bridget Jones fa parte dello stesso genere e, come S.a.t.C. è tratto anche lui da un libro del tipo chick lit). Chissà se è solo un caso che proprio nel 2004, mentre andava in onda l’ultima stagione di questa serie TV, è iniziato “L word”, ovvero il telefilm che è stato spesso definito il “sex and the city lesbico”, che guarda caso al suo debutto portava come tag-line ideata da Showtime “Same sex, different city” (L word è ambientato a Los Angeles). Per concludere direi che questo è un altro, degli infiniti colpi messi a segno dalla HBO, a cui prima o poi scriverò un omaggio.

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commenti
  1. Lucia ha detto:

    mmm…il tuo articolo è molto bello e molto sentito, ma tu sai come la penso sui personaggi di questo telefilm…soprattutto su uno di loro. E me lo rendono indigesto da sempre e per sempre!
    Però hai ragione: ha cambiato la storia della televisione ed è giusto tributargli tutti gli onori del caso.

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