Buongiorno!

Pubblicato: 31/08/2011 in Anni '80
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Difficilmente riusciamo a trovare una persona che al mondo non abbia mai visto una serie tv. Almeno una volta nella vita, smanettando con il telecomando, ci siamo fermati venti minuti a vedere un episodio di una serie di cui magari non conoscevamo l’esistenza. Se volessimo fare i pignoli, potremmo dire che anche i cartoni animati a puntate che vedevamo da piccoli possono essere considerati dei telefilm. Sitcom per bambini, ma pur sempre a puntate. Poi c’è chi decide di vivere una vita normale e chi di viverne una parallela rimanendo ancorato, praticamente tutti i giorni della settimana, ad una nuova puntata del milionesimo telefilm che è stato prodotto. Devo dirlo, non li seguo tutti. Non è solo una questione di avere o non avere la pay tv (io non ce l’ho), visto che ormai la potenza di Internet è ben nota, ma è proprio una questione di tempo. Umanamente è difficile lavorare, dormire, vivere e riuscire a seguire più di tre telefilm per volta.  Ma se pensate che questa affermazione sia scontata, evidentemente non conoscete alcun nerd in materia di fiction televisive. Ovviamente è risaputo che i nerd, quelli veri, di umano hanno ben poco e, non chiedetemi come fanno riescono ad impiegare il loro tempo per lavorare, imparare le lingue dei telefilm di fantascienza, seguire tutti i telefilm del passato e del presente, smanettare su Internet etc. etc. Forse questa gente ha imparato a dilatare il tempo e non ci voglio dire come fanno.

Io non le seguo tutte, ma ne vedo e ne ho viste parecchie. Il perché? Il motivo non è semplicemente “per passatempo”, ma perché credo nel potere “catartico” dei telefilm. Quando la mia vita o i miei pensieri si incasinano molto, ecco che scatta il periodo divora telefilm. Non so perchè, ma spesso seguire storie che non esistono, vite parallele e immaginarie, trame e personaggi che si sviluppano mi danno uno spunto o un’inconsapevole risposta a interrogativi interiori più profondi. Inoltre c’è la serenità dello “schema”: ogni serie ne ha uno che inconsciamente captiamo e che ci rassicura su ciò  che accade o accadrà.

Ecco perché le serie televisive. Anche se per me potremmo parlare più di seriecomputerizzate visto che non alla tv non le seguo da una vita.

Cattivamaestratelevisione: il titolo del blog invece è un’omaggio a Popper che, sul finire degli anni ’90 scrisse un saggio proprio con questo titolo. E’ un libricino di 40 pagine in cui il filosofo inglese sosteneva i danni della televisione per i bambini (se non “guidati” da un genitore o un adulto) e della proposta di istituire una patente per fare tv. Diciamocelo francamente: di tutta la roba che passa per il tubo catodico, la maggior parte è mondezza allo stato puro. Inoltre sostengo che veramente il “quinto potere” sia roba seria che nelle mani sbagliate, può fare grandissimi danni. Che è un pazzo chi crede che i programmi non portino conseguenze su chi li guarda. Tutto ciò che guardiamo e seguiamo, dovremmo ricordarcelo, non è vero, ma al massimo verosimile.

Un’ultima precisazione, più per me che per chi (mai) decidesse di mettersi qui a leggere tutte queste boiate: il blog verrà aggiornato quando avrò qualcosa da scrivere e da dire, il che è molto molto variabile a seconda dei periodi. Inoltre come già scritto in “about”, non ho alcuno strumento culturale per scrivere recensioni fini, sottili o cerebralmente interessanti. Scrivo solo per cazzeggiare, riflettere e ironizzare.
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